Pietro Bembo

Poeta e filologo. Nel 2025 passano 500 anni dalla pubblicazione delle "Prose". In questo sito vogliamo raccogliere varie informazioni su Bembo e dare conto delle attività che stiamo intraprendendo nell'ambito del progetto NPRH/U22/SP/496094/2021/10: Tłumaczenie i edycja krytyczna "Prose nelle quali si ragiona della volgar lingua" Pietra Bemba

  • Gli ultimi anni e l’eredità di Bembo

    Pietro Bembo morì il 18 gennaio 1547 a Roma. Le sue spoglie furono sepolte nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva. La sua eredità culturale, tuttavia, sopravvive nei suoi scritti, nelle sue edizioni e nel contributo fondamentale che diede alla definizione della lingua e della letteratura italiana.

  • Le edizioni di Dante e Petrarca

    Tra il 1501 e il 1502, Bembo collaborò con Aldo Manuzio alla pubblicazione delle edizioni volgari di Petrarca e Dante. L’edizione petrarchesca, nota come petrarchino, fu particolarmente innovativa per il suo formato tascabile. Questi volumi furono non solo successi editoriali ma anche strumenti di diffusione della lingua toscana come modello letterario.

  • La porpora cardinalizia – un sogno realizzato

    Nel 1539, Bembo fu nominato cardinale da Paolo III. Questo riconoscimento coronò la sua carriera, nonostante le controversie legate alla sua vita privata. Come cardinale, Bembo continuò a promuovere la cultura e a lavorare alla revisione delle sue opere.

  • La questione della lingua: un dibattito aperto

    Le posizioni di Bembo nella questione della lingua non furono accolte unanimemente. Autori come Gian Giorgio Trissino e Claudio Tolomei continuarono a sostenere modelli alternativi, ma con il tempo le teorie di Bembo si imposero, grazie anche al sostegno di discepoli come Benedetto Varchi.

  • Bembo visto dai contemporanei

    Giovanni Della Casa descrisse Bembo come un uomo di straordinaria erudizione e integrità. Nei suoi scritti, lodò in particolare le Prose, definendole un punto di riferimento per lo studio della lingua italiana. Questa ammirazione si riflette anche nelle testimonianze di altri contemporanei, che riconobbero il suo ruolo centrale nella cultura del Rinascimento.

  • La biblioteca e la collezione d’arte

    Bembo fu un collezionista appassionato di libri, manoscritti e opere d’arte. La sua biblioteca includeva tesori come edizioni annotate di Petrarca e Boccaccio, mentre la sua collezione d’arte comprendeva opere di artisti come Raffaello e Hans Memling. Villa Bozza diventò un luogo di incontro per intellettuali e artisti dell’epoca.

  • Bembo e Leone X – la collaborazione con il papa

    Nel 1513 Bembo fu nominato segretario papale da Leone X. Durante il pontificato, lavorò alla redazione di documenti ufficiali e lettere, consolidando la sua posizione nell’ambiente culturale e politico romano. Tuttavia, il suo rapporto con il papa fu segnato anche da tensioni e difficoltà personali.

  • Petrarchismo e ciceronianismo nella visione di Bembo

    Per Bembo, Petrarca rappresentava il modello ideale per la poesia, mentre Boccaccio era il riferimento per la prosa. Questo doppio canone influenzò non solo la sua produzione letteraria ma anche il suo approccio teorico alla lingua, che mirava a un equilibrio tra innovazione e tradizione. La visione del volgare era simile a quella del latino in cui Bembo si presentava come il massimo rappresentante del ciceronianismo assieme a Iacopo Sadoleto.

  • Visita dal papa con le Prose

    Nella lettera del 18 gennaio 1525 da Roma Bembo scriveva a Federigo Fregoso: “Alla cui Santità non volendo io venir con le mani vote , le ho portato quella composizion mia sopra la lingua volgare, la quale io avea cominciata in Urbino, e tuttavia seguiva in Roma in casa vostra, quando la creazion di Leone me ne levò, e nella quale voi sete uno de’ ragionatori , che vi sono. Holla poi fornita quest’anno e dedicata a N. S. ed ora donatagliele.”

  • La vita familiare

    Nonostante fosse destinato alla carriera ecclesiastica, Bembo visse per anni con Ambrogina Faustina Morosina della Torre, da cui ebbe tre figli: Lucilio, Torquato ed Elena. La loro residenza principale fu a Padova e a Villa Bozza (Noniano), nei pressi di Padova, dove Bembo creò un ambiente intellettuale vivace, frequentato da letterati come Giovanni Della Casa e Benedetto Varchi. Anche il poeta polacco che scriveva in latino, Klemens Janicki, frequentò la casa di Bembo